Analisi dei dati sugli sfratti in Italia nel 2024

Il report del Mini­ste­ro del­l’In­ter­no sugli sfrat­ti del 2024, pub­bli­ca­to in quel­lo che può esse­re defi­ni­to un “silen­zio assor­dan­te” da par­te dei media, rive­la un qua­dro allar­man­te e con­trad­dit­to­rio del­l’e­mer­gen­za abi­ta­ti­va ita­lia­na.

Il qua­dro nazio­na­le: nume­ri in cre­sci­ta

Nel 2024 sono sta­te emes­se 40.158 sen­ten­ze di sfrat­to (+1,99% rispet­to al 2023), ma il dato più pre­oc­cu­pan­te riguar­da le richie­ste di ese­cu­zio­ne che han­no rag­giun­to quo­ta 81.054, con un incre­men­to del 9,82%. Le ese­cu­zio­ni effet­ti­ve con l’in­ter­ven­to del­la for­za pub­bli­ca sono sta­te 21.337, sostan­zial­men­te sta­bi­li rispet­to all’an­no pre­ce­den­te. Que­sti nume­ri, già di per sé dram­ma­ti­ci, sono sot­to­sti­ma­ti poi­ché non inclu­do­no gli espro­pri per man­ca­ti paga­men­ti di mutui, gli sgom­be­ri di occu­pa­zio­ni e i rila­sci spon­ta­nei degli allog­gi.

La moro­si­tà come cau­sa prin­ci­pa­le

L’a­na­li­si del­le tipo­lo­gie di sfrat­to con­fer­ma che la moro­si­tà resta la cau­sa prin­ci­pa­le con 30.041 casi (74,8% del tota­le), evi­den­zian­do una cri­si eco­no­mi­ca che col­pi­sce dura­men­te le fami­glie ita­lia­ne nel­la loro capa­ci­tà di soste­ne­re i costi abi­ta­ti­vi. Seguo­no gli sfrat­ti per fini­ta loca­zio­ne (7.845 casi, in aumen­to del 21,8%) e per neces­si­tà del loca­to­re (2.272 casi).

Mila­no: l’e­pi­cen­tro del­l’e­mer­gen­za abi­ta­ti­va

Mila­no emer­ge come la cit­tà con la situa­zio­ne più cri­ti­ca d’I­ta­lia. I dati sono impres­sio­nan­ti: le richie­ste di ese­cu­zio­ne sono pas­sa­te da cir­ca 400 nel 2023 a 14.084 nel 2024, con un incre­men­to del 3.403,48%. Que­sto signi­fi­ca che Mila­no da sola rap­pre­sen­ta il 17,4% del­le richie­ste di ese­cu­zio­ne nazio­na­li. Gli sfrat­ti con for­za pub­bli­ca sono aumen­ta­ti del 1.100,75%, rag­giun­gen­do quo­ta 1.597. L’in­te­ra Lom­bar­dia regi­stra aumen­ti del 61,51% nel­le richie­ste di ese­cu­zio­ne e del 41,61% nei rila­sci con for­za pub­bli­ca.

Tori­no e il Pie­mon­te: effi­cien­za nel­l’e­se­cu­zio­ne

Tori­no pre­sen­ta una situa­zio­ne diver­sa ma ugual­men­te signi­fi­ca­ti­va. Con 3.748 richie­ste di ese­cu­zio­ne (in lie­ve calo del 1,88%) e 1.620 sfrat­ti con for­za pub­bli­ca (-7,53%), la cit­tà mostra una pecu­lia­ri­tà: il 44,22% del­le richie­ste vie­ne effet­ti­va­men­te ese­gui­to, con­tro l’11,34% di Mila­no. Que­sto indi­ca una mag­gio­re “effi­cien­za” nel­l’e­se­cu­zio­ne degli sfrat­ti, che sol­le­va inter­ro­ga­ti­vi sul­le dif­fe­ren­ze nel­le poli­ti­che loca­li e nel­le risor­se impie­ga­te.

Un pae­se a due velo­ci­tà

Le varia­zio­ni regio­na­li mostra­no un’I­ta­lia divi­sa. Da un lato, regio­ni come Val­le d’Ao­sta (+26,87%), Umbria (+18,28%) e Puglia (+13,90%) vedo­no aumen­ti signi­fi­ca­ti­vi del­le sen­ten­ze. Dal­l’al­tro, Basi­li­ca­ta (-33,61%), Tren­ti­no Alto Adi­ge (-14,96%) e Sar­de­gna (-10,97%) regi­stra­no dimi­nu­zio­ni. Par­ti­co­lar­men­te cri­ti­che risul­ta­no alcu­ne pro­vin­ce come Nuo­ro (+145,45%) e Cosen­za (+105,88%) per le ese­cu­zio­ni con for­za pub­bli­ca.

Le impli­ca­zio­ni socia­li

Die­tro que­sti nume­ri ci sono alme­no 21.337 fami­glie che han­no per­so la casa con l’in­ter­ven­to del­la for­za pub­bli­ca, ma il nume­ro rea­le di nuclei fami­lia­ri coin­vol­ti è mol­to supe­rio­re con­si­de­ran­do i casi non rile­va­ti. La pre­va­len­za del­la moro­si­tà come cau­sa di sfrat­to evi­den­zia come la cri­si abi­ta­ti­va sia stret­ta­men­te lega­ta alla cri­si eco­no­mi­ca e all’e­ro­sio­ne del pote­re d’ac­qui­sto del­le fami­glie.

Il silen­zio media­ti­co su que­sti dati è par­ti­co­lar­men­te pre­oc­cu­pan­te, poi­ché impe­di­sce un dibat­ti­to pub­bli­co su quel­la che si con­fi­gu­ra come una vera emer­gen­za socia­le, soprat­tut­to nel­le gran­di aree metro­po­li­ta­ne dove il costo degli affit­ti è aumen­ta­to ver­ti­gi­no­sa­men­te men­tre i sala­ri sono rima­sti sta­gnan­ti.

La situa­zio­ne richie­de inter­ven­ti urgen­ti di poli­ti­ca abi­ta­ti­va, par­ti­co­lar­men­te nel­le aree metro­po­li­ta­ne come Mila­no dove gli aumen­ti han­no assun­to pro­por­zio­ni espo­nen­zia­li, minac­cian­do la coe­sio­ne socia­le e il dirit­to fon­da­men­ta­le all’a­bi­ta­re.

 

Tonino Miccichè