
Più che una semplice biografia, questo volume si configura come un ambizioso percorso storico-politico teso a “riallacciare il filo spezzato della tradizione degli oppressi”, recuperando la memoria fondamentale del movimento operaio italiano e le sue lotte.
Pubblicato in occasione del cinquantesimo anniversario del suo assassinio (la prima edizione è uscita nel settembre 2025), il testo si concentra su Antonio “Tonino” Miccichè, militante e dirigente politico di Lotta Continua. L’obiettivo degli autori non è creare un’agiografia o una mera narrazione memorialistica, ma piuttosto inserire la vicenda personale di Tonino all’interno del più vasto e complesso movimento collettivo di lotte sociali e operaie che caratterizzò quel decennio Chi era Tonino Miccichè nelle parole di Giovanni De Luna.
La vicenda di Miccichè è l’emblema di quella migrazione di massa che, negli anni Sessanta, portò migliaia di giovani dal Sud a Torino con il “treno del Sole”. La sua storia inizia in Sicilia, a Pietraperzia (in provincia di Enna), e lo vede sbarcare nella metropoli piemontese. Assunto alle Meccaniche di Mirafiori, Tonino si affermò rapidamente come uno dei protagonisti del conflitto tra la “nuova classe operaia” e la Fiat, distinguendosi come avanguardia di lotta in un contesto ostile e profondamente alienante per gli immigrati. A seguito della vicenda che portò al suo licenziamento dalla Fiat (legata a un arresto ingiusto e alla repressione politica), Miccichè divenne il responsabile del “settore casa” di Lotta Continua. Fu in prima linea nelle battaglie per il diritto alla casa e nella storica occupazione del 1974–1975 della Falchera Nuova. Il suo impegno nelle trattative con il Comune per l’assegnazione degli alloggi agli occupanti, motivato unicamente da una profonda “solidarietà di classe”, gli valse il rispettoso appellativo di “Sindaco della Falchera.
La sua tragica morte, assassinato da un vigilante per ragioni strettamente connesse alla sua attività politica, ma ridotta dalla giustizia a una banale lite per un box, è analizzata nel capitolo “Un omicidio politico che la giustizia non riconobbe”. L’opera ribadisce che la sua storia è indissolubilmente intrecciata a quella dei movimenti di classe operai e metropolitani degli anni Sessanta e Settanta, dimostrando come, citando il testo, “nella storica tradizione degli oppressi lo sviluppo della coscienza individuale e di quella collettiva tendono a sovrapporsi in presenza dei movimenti delle lotte” Leggi la nota degli autori.
Strutturato in modo da coprire le tappe cruciali della vita di Miccichè e del suo contesto storico – con capitoli dedicati a temi come “Torino, la Fiat e gli operai: da Valletta all’autunno caldo” e “La Falchera piange Tonino” – il volume, edito da Edizioni Colibrì, include anche approfondimenti tematici essenziali, come le lotte per le autoriduzioni e i retroscena del processo Vedi l’indice del libro.
Questo libro non è solo una ricostruzione storica, ma un’opera fondamentale per chiunque desideri comprendere le radici del conflitto sociale a Torino, il fenomeno dell’immigrazione interna e l’emergere della “nuova classe operaia”. È un vibrante omaggio a un militante e un’eredità che conferma che: “ribellarsi è giusto” Guarda alcune immagini presenti nel libro.
L. G.
